Trentino — 07 gennaio 2010
TRENTO. Dalle torri di Man a Melta di Gardolo in bicicletta. Senza rischi di essere arrotati da un autobus o da una macchina, ma su un comodo e protetto percorso ciclopedonale. Non diventerà forse come Amsterdam, ma Trento farà un grande passo avanti in direzione di un trasporto più ecologico e salutare. Tutto ciò - promette l’assessore Italo Gilmozzi - entro i 6 anni di legislatura. Ma le due ruote sono solo un tassello di un mosaico che punta a ridurre in modo sensibile la “dipendenza” dalle auto. Un ruolo decisivo sarà giocato dal trasporto pubblico, con il metrò di superficie che permetterà di spostarsi da una parte all’altra della città velocemente, senza l’ansia da ingorgo e la briga di trovare parcheggio.
Le nuove ciclopedonali saranno sei, in gran parte programmate per quest’anno.
Ecco gli interventi in bilancio: in Clarina, lungo le arcate della Valsugana (da via Muredei al piazzale della piscina Fogazzaro) e in San Pio X, da via Degasperi a via Veneto, per un costo complessivo di circa 3 milioni; a Trento sud, dalle torri di Man verso nord con sottopasso ferroviario (l’obiettivo è anche di migliorare la sicurezza: la Circoscrizione ha segnalato il passaggio dei ragazzini sui binari), 300 mila euro; a Melta, dal parco alla piscina, 800 mila euro; in via Piave, 300 mila euro; da viale Verona fino a Man (l’unica che non è a bilancio quest’anno, ma che è stata rimandata al 2012 per chiarire alcuni dubbi sul percorso migliore da tracciare), 1,5 milioni.
Il totale dà circa 6 milioni di euro, finanziati dal Piano triennale degli investimenti straordinari per le circoscrizioni. «La filosofia - puntualizza l’assessore ai lavori pubblici Gilmozzi - è quella del miglioramento della qualità della vita in generale, con un occhio alla sicurezza, e in questa direzione vanno le altre opere che saranno realizzate nei quartieri (…). Le stesse ciclabili sono rivolte a ridurre le auto, a favorire i bambini che vanno in bici e l’utilizzo da parte delle società sportive».
Di ciclabili si parla da tempo: alcuni tratti sono stati realizzati, altri sono ancora sulla carta, ma la sensazione dominante è di frammentazione. Non si vede ancora, infatti, un percorso coerente e completo. «E’ chiaro che l’obiettivo dell’amministrazione è di collegare la città da nord a sud», argomenta Gilmozzi. «Un po’ alla volta ci si arriverà, tenendo conto che Trento non è Monaco: non ci sono grandi spazi. Anche in viale Rovereto c’è un tratto di ciclabile in previsione, non ancora inserito a bilancio, e un altro da via Maccani a Roncafort, che abbiamo in mente di realizzare compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili. Poi ce ne sarà uno ulteriore che dall’area Zuffo porterà alla città, passando dal Rigotti, attraversando ponte San Giorgio e collegandosi con la ciclabile già esistente sulla Sinistra Adige».
Già adesso, afferma l’assessore, è possibile raggiungere Trento nord dal ponte dei Cavalleggeri. «Come? Si scende da viale Verona e si passa per le vie Veneto, Mattioli, via Endrici, 24 Maggio ed Esterle fino a piazza Duomo, poi si prende via Belenzani, dove la ciclabile non c’è ma il transito è agevole, per arrivare in piazza Dante, piazza Cantore e via Brennero. Questo è quanto esiste ora: entro la fine della consigliatura si potrà arrivare dalle torri di Man fino a Gardolo»
(Luca Marognoli)
Nel corso del pomeriggio saranno affrontati tre delicati ambiti della mobilità del futuro nella nostra provincia: ad un esperto di mobilità sostenibile il compito di delineare uno scenario sociale ed economico alternativo possibile e un diverso approccio ai problemi della mobilità; di seguito saranno presentati in anteprima i due nuovi e concretissimi progetti per una mobilità diversa che vedono il Trentino protagonista nel prossimo autunno: il progetto Jungo (ovvero la strategia dello scoiattolo basata su un autostop moderno e sicuro) e il servizio di car sharing (con il progetto della neonata cooperativa Car sharing Trentino).